Percorso espositivo

Il percorso espositivo è articolato su due piani: al piano terra sono esposti principalmente materiali provenienti dalle necropoli messe in luce in area urbana. Al piano superiore sono invece esposti i reperti provenienti dalle Terme Centrali, la sezione dei marmi e inoltre la collezione comunale, messa insieme dal signor Emilio Paglietti tra Ottocento e Novecento e che ha costituito il primo nucleo del museo. Questa comprende reperti che coprono un arco cronologico dall’età del bronzo al V sec. d.C., non tutti provenienti dal territorio di Porto Torres.

 

Piano terra

statua-ingresso

All’ingresso si trova una statua onoraria marmorea virile di togato. Il plastico, che troviamo subito sulla sinistra, mostra la sovrapposizione tra la città moderna e quella antica ed i principali siti dell’antica colonia.
Si segnalano i reperti più significativi:

  • le lucerne, oggetti per l’illuminazione, usati con valore simbolico nei corredi funerari (in quasi tutte le vetrine, per esempio vetrina 6);
  • le monete, che servivano come obolo di Caronte;
  • le cuticulae, piccole piastre in pietra per la preparazione di trucchi (vet. 5);
  • anfore e tappi di sughero, provenienti dal relitto di Cala Reale-Asinara (vet. 8);
  • un bronzo nuragico raffigurante un toro, dall’Asinara, (vet. 8).

Al centro della sala sono visibili i resti di una domus privata con diversi ambienti riscaldati.
Fuori vetrina troviamo una serie di statue datate al I sec. d.C, tre maschili, rappresentanti magistrati con la toga e la capsa, e due femminili, con tunica e manto.

ara-e-statue

La vetrina 14 espone la maschera di un satiro, datato al I sec. d.C. Probabilmente fu usato come elemento decorativo di una fontana.

satiro

Nelle vetrine 13 e 15 spiccano una statuetta di ceramica di un legionario e numerosi oggetti in vetro.
Al centro della parete di fondo si trova l’ara di Bubastis (la dea egizia con testa di gatto), decorata riccamente, presenta la dedica del sacerdote Caius Cuspius Felix alla divinità ed i nomi dei consoli che permettono di datarla al 35 d.C.

 

Primo piano

Il plastico riproduce l’area delle Terme Centrali: si notano le antiche vie che racchiudono il quartiere del complesso architettonico.
Si possono ammirare oggetti di uso comune, ceramiche di varia tipologia, elementi architettonici e decorativi. Si segnalano:

  • la statua di Cautopates, un giovane aiutante di Mitra. Tra le mani ha una fiaccola rovesciata, che simboleggia il sole al tramonto (vet. 17);
  • un mosaico funerario che ricopriva la tomba di due coniugi (Septimia Musa e Dionisio), che si rivela paleocristiano per gli elementi decorativi e simbolici (fine IV-inizi V sec.d.C);

mosaico-septimia

  • la sezione dei marmi (vett.33-36), tra cui si nota il ritratto di Marco Aurelio ed un oscillum, che decorava i giardini delle case romane;
  • l’iscrizione funeraria di Flavia Cyriace (vet. 50), morta a 26 anni e ricordata con amore dal marito e dai genitori, datata alla prima metà del IV sec.d.C;
  • il sarcofago in marmo di Aurelia Concordia, raffigurata al centro (III sec.d.C);
  • l’urna cineraria di Caius Vehilius Rufus (vet. 38), decorata con elementi egittizzanti, datata al I-II sec.d.C;

urna-rufus

  • gioielli, tra cui anelli, orecchini, collane ed una fibula (vet. 32);
  • un sarcofago in piombo (IV sec. d.C.).