Terme Maeztke

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(attualmente non visitabile)

Nell’area oggi denominata Terme Maetzke, sulle pendici del colle del faro, si trovava un quartiere abitativo, sorto probabilmente nel corso del I secolo d. C. Sono tuttora visibili due tratti di strada, che si incrociano perpendicolarmente. Tutte le strutture seguivano l’andamento della collina e perciò sono costruite su livelli diversi. Sono stati scavati solo alcuni ambienti di una di queste domus, dotata di un impianto termale privato. Si individua facilmente un ambiente con pavimento in cocciopesto, impreziosito da lastrine di marmi pregiati, di vario colore e forma. Al centro di questa sala c’era un sedile, forse di marmo, di cui ora rimane solo una traccia nel pavimento. Si ipotizza che l’ambiente potesse essere uno spogliatoio o un tepidarium.

cocciopesto

Presso tale ambiente si trovava un altro vano, del quale oggi non rimane quasi niente, se non un tratto di muro, nel quale è stata ritrovata la maschera in marmo del satiro, oggi esposta all’Antiquarium e che dà il nome alla domus.
Le Terme Maetzke, costruite al di sopra del quartiere abitativo più antico, prendono il nome dall’archeologo che le portò alla luce negli anni sessanta. Dell’edificio termale, pubblico e di dimensioni modeste, rimangono però pochissime tracce. Sono infatti visibili solo parte di un ambiente quadrangolare, porzioni di alcuni ambienti di servizio e di volte crollate. Le terme Maetzke sono state costruite tra III e IV sec. d.C., come le Terme Centrali e le Terme Pallottino.
Dall’area delle Terme Maetzke provengono, oltre alla maschera del Satiro, altri reperti archeologici importanti, che sono esposti al museo: un oscillum in marmo, il ritratto di un giovane principe della famiglia Giulio-Claudia, una testina di Dioniso giovane e altri elementi decorativi in marmo.

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