Terme Centrali

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L’impianto termale, comunemente denominato Palazzo di Re Barbaro, fu poi indicato come Terme Centrali, in seguito alla scoperta di altre due strutture termali nella stessa area.

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Manca uno studio completo di esso dal momento che non è stato interamente scavato e, nel corso del tempo, ha subito interventi impropri di scavo ordinati dalla regina M. Teresa d’Austria ed una serie di saccheggi e spoliazioni, durante la costruzione della ferrovia, che hanno, purtroppo, minato la lettura delle fasi più tarde.
L’imponente complesso termale, nella fase ora visibile, è databile alla fine del III-inizi del IV secolo d.C. e fu edificato al di sopra di un quartiere abitativo del primo impianto della colonia. Le strutture, con fondazioni in blocchi di calcare, sono realizzate in opera cementizia e opera mista (alternanza di laterizi e blocchetti di tufo). La copertura era costituita da un elaborato sistema di volte a crociera, ma attualmente se ne conserva parzialmente solo una minima parte.
Alle terme si accedeva mediante un portico rettangolare con pavimentazione musiva, ora in parte esposta presso l’Antiquarium. Lo schema è quello delle grandi terme imperiali con ambienti per i bagni freddi, altri per quelli caldi, vani di passaggio, stanze per la sauna, per i massaggi e spogliatoi.
Tutti gli ambienti erano impreziositi da un ricco apparato decorativo, costituito da tappeti musivi che rivestivano i pavimenti e le volte, rivestimenti marmorei, intonaci dipinti.
Il complesso monumentale fu oggetto di rifacimenti nei secoli successivi e probabilmente fu riutilizzato come struttura difensiva in età bizantina, nel corso del VI sec. d.C.

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Da segnalare è la regolarità dell’impianto urbanistico, che presenta strade orientate secondo i punti cardinali: decumanus, con orientamento est-ovest, e cardo, con orientamento nord-sud; intersecandosi fra loro ad angolo retto delimitano le insulae, ovvero i quartieri abitativi. Al di sotto del piano stradale è possibile vedere la cloaca, la condotta fognaria.
Il cardo era fiancheggiato da un porticato di colonne di trachite e calcare, su cui si affacciano resti di costruzioni riconosciute come botteghe-tabernae.
Queste erano i laboratori artigianali, con banchi di esposizione che si affacciavano sulla strada, mentre al primo piano fungevano da abitazione.